Visualizzazione post con etichetta la mia infanzia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta la mia infanzia. Mostra tutti i post

sabato 24 ottobre 2009

A TE MIA CARA SORELLINA LONTANA....


.....così inizia la dedica dietro questa foto datata 1958 che mi fu inviata quando ancora frequentavo la scuola elementare.
Quel dolce faccino appartiene a Luciana A.; con Luciana , per diverso tempo ho avuto uno scambio epistolare.
Cominciò quando ero in seconda classe
: la nostra maestra ci aveva detto che dovevano arrivare delle letterine da diverse scuole italiane e che le avrebbe distribuite fra le alunne che desideravano iniziare una corrispondenza con una bambina lontana.
A me l'idea attraeva moltissimo: e non vedevo l'ora che queste letterine
arrivassero.... e finalmente a marzo arrivarono.
La maestra mi diede una busta color arancio, che veniva dalla scuola di Piacenza d'Adige, in provincia di Padova: sopra c'era scritto
E' per un'alunna della classe II°femminile della scuola centrale - Isola d' Elba....

La letterina, scritta con una grafia molto precisa su un foglio di quaderno a righe di seconda, diceva così:

"Cara bambina,
sono una scolaretta di II° elementare come te e desidero diventare tua amica
per corrispondenza. Io ti parlerò di me e del mio paese; tu mi parlerai della
tua città e di te.
Mi chiamo Luciana A. e ho otto anni.
Sono molto vivace, ma non sono cattiva.

Ho una buona maestra che mi vuole tanto bene . A volte però non è contenta di me perché sono disordinata. E tu come ti chiami? Mi scriverai? Attendo con ansia una tua letterina......."

Ricordo ancora che quel giorno, tornata a casa, mi sentivo importante mentre mostravo ai miei genitori quella letterina! e loro erano contenti della mia gioia.
E così risposi a quella lettera e a quella e alla mia ne seguirono altre, per tutti gli anni delle elementari.
Luciana, col tempo, mi disse di appartenere ad una famiglia numerosa ( aveva due sorelline e un fratellino ) e alquanto povera; il babbo era disoccupato e, spesso, se voleva sostentare la propria famiglia, il pover uomo era costretto ad espatriare per trovare un po' di lavoro. Mi disse che aveva paura che, sapendola povera, io le volessi meno bene.
Le spiegai che in fondo la mia, era una famiglia modesta e che il mio babbo era un impiegato statale e che era stato solo un po' più fortunato del suo, ma non per questo le avrei voluto meno bene.
Anzi, sentivo di volerle un bene dell'anima e con la mia mamma concertai di mandare un pacco a Luciana: avremmo voluto poter inviare tutte cose nuove ma non potevamo permettercelo del tutto... così accettai di rinunciare ad alcuni giocattoli miei, poi c'erano i miei vestitini che non mi stavano più ma che erano come nuovi, grazie alle cure della mia mamma e potevano andare alle sue sorelline,in più, altre cosette utili, i miei genitori le comprarono.
Con quel pacco partì anche una parte della mia infanzia...c'era il mio orsacchiotto con cui dormivo fin da piccolina: aveva perso gli occhietti e mamma glieli rifece foderando di nero 2 bottoni; e c'era Cecco, il mio asinello a dondolo...tante volte ho ripensato con nostalgia a questi due "personaggi" ma poi ricordavo con quanta gioia Luciana e i suoi tre fratellini avevano accolto quel pacco, e la mia tristezza passava subito.
Infatti Luciana, dopo aver ricevuto il pacco, mi scrisse una lettera che ci commosse tutti: parlava delle grida di felicità dei suoi fratellini e delle lacrime agli occhi della sua mamma! Noi, babbo, mamma ed io , leggendo questo, avevamo il cuore colmo di gioia.
Non fu quella la sola volta.....e Dio sa quanto avrebbero voluto fare ancora di più i miei!
Terminate le elementari, ancora per qualche tempo, continuammo a scriverci Luciana ed io.

Poi, forse perché cominciò a lavorare, Luciana smise di scrivere: si rifece viva anni dopo inviandomi una foto con il fidanzato e dicendomi che era ad Ivrea..... e poi, alla lettera che le inviai non c'è stata più risposta.

Vorrei tanto poter sapere qualcosa di lei ma non so né come, né dove cercarla....
se qualcuno, leggendo questo post , la riconoscesse attraverso la foto , magari potrebbe avvisarla che sarei felice di avere sue notizie.... chissà?!? io ci spero tantissimo; era da molto tempo che pensavo di fare questo post, ma non riuscivo a trovare le lettere con la foto di Luciana; giorni fa, finalmente ho ritrovato il tutto.


Questa sono io all'età in cui feci una foto per farmi conoscere da Luciana...lei così mi ricorda e magari ancora conserva la foto che le inviai...forse un suo figlio, o conoscente , potrebbe avere un blog e prima o poi leggere questo post.

mercoledì 21 ottobre 2009

"LA' , E' CORNETO"

Quando la nostalgia di mio padre si fa più acuta cerco rifugio tra le sue poesie e stasera è questa che mi colpisce perché anch'io ho conosciuto Corneto e vi ho trascorso dei giorni bellissimi insieme ai miei genitori: avevo quasi cinque anni e mi piaceva molto stare là...eravamo ospiti di cugini della mia mamma, nel loro casolare; e ricordo che erano persone cordiali, affettuose ....ricordo Mario, che, oltre a farmi giocare, mi faceva salire sul carretto con cui la cagnetta( con me nella foto, di cui purtroppo non ricordo il nome ) portava il latte appena munto, dal casolare alle varie case del vicinato...e c'era Maria con i suoi pulcini che mi permetteva di tenere e accarezzare... e Roberto che lavorava i campi aiutando il padre ...e poi c'era Rosina, la figlia che aveva studiato e che stava in casa...come erano belli, tutti e quattro!! ... poi c'era il Secchia, il fiume sulle cui rive il mio babbo mi portava a passeggiare... un giorno sulla riva del Secchia, prese dell'argilla ammorbidita dall'acqua : con quell'argilla mi fece dei piattini, tazzine, pentolini ed io ero al settimo cielo; per un pomeriggio ci giocai preparando pappe varie .... trascorsa la notte, al mattino tutte le mie stoviglie si erano crepate! che delusione fu per me..
ma Corneto resterà sempre nel mio cuore e voglio ricordarla con questa poesia, tratta dal libriccino "RICAMI" di mio padre, che lui dedicò appunto a MOLINO di CORNETO - REGGIO EMILIA ed ai suoi bravi e laboriosi abitanti.

Al centro di dolci declivi,
tra lo svettare al cielo
di degradanti pioppi,
là, è Corneto
blandito dal Secchia
che scorre ciottolante
cantando melodie
d'acque spumose
sotto l'azzurrità
che la feconda valle
ricopre quale serra
voluttuosa.

Là, è Corneto,
ove la nottiluca
saluta il germogliar
del biancospino
e luccicante vaga
finché ne' campi l'ultimo covone
libera odor di grano.
Là, è Corneto,
ove lieta fatica è benedetta
da serotina,
ma opulenta frutta....
...Ove al morir del laborioso giorno,
al risonante canto,
echeggiante, del "maggio",
si mischia la preghiera
del saggio contadino,
là, è Corneto
con il suo molino.