domenica 29 novembre 2009

EPITAFFIO





Potessi restar giovane per te,

per dirti il bene che ti voglio all'infinito,
per abbracciarti e sentirmi cosa tua.

Restare bella dentro e bella fuori
perché il tuo sguardo, posandosi su me,
possa brillare come la stella più lucente.


Potessi restar giovane con te
per correre sul prato verde della vita
cogliendo mille colori profumati;
tuffarci nel mare più profondo
e sollevarci felici sulle onde
a respirare il sole, la luna, le stelle.


Restare giovane con te, Amore mio,
tornare insieme ad essere gabbiani,
per volare nell'immensità del cielo
e sapere che sarà così per sempre.

giovedì 26 novembre 2009

SONO OTTIMISTA!!! E NON CREDEVO....


Giorni fa sul blog di Stella si parlava di Test sulla personalità che aveva visto da Angelo Azzurro ed io, curiosamente e anche perché mi piace molto fare test, ho voluto provare ed ho fatto quello sull'Ottimismo-Pessimismo.... ebbene questo è il risultato:

"La tua percentuale di ottimismo è del 76%


Ottimista. La tua visione della vita è piuttosto positiva, nel complesso. Probabilmente nella maggior parte delle occasioni tendi ad essere molto ottimista e speranzoso, mentre solo in rari casi ti capita di pensare che le cose non vadano per niente bene e sia difficile potervi porre un rimedio. Stai attento a non esagerare con il tuo ottimismo poiché esso potrebbe portarti a percepire le cose in maniera non del tutto razionale. Scrivici se hai apprezzato questo test."


Devo dire che mi ci riconosco abbastanza, anche se non pensavo che avrei raggiunto questo risultato.


mercoledì 25 novembre 2009

SPAGHETTI AL TONNO CON VARIANTE


Chi non sa fare gli spaghetti al tonno? sono facilissimi, ovviamente, oltre che veloci.
Io uso una variante che era solita aggungervi la mia mamma.
Mentre l'acqua salata è in attesa di bollire, metto a rosolare un trito di prezzemolo, aglio e scalogno: metto a lessare un uovo che farà il suo dovere mentre proseguo con il sugo.
aggiungo il tonno in scatola sott'olio, e da ultimo la polpa di pomodoro. Sale e a chi piace, peperoncino.
Quando il sugo si è ristretto, e intanto anche gli spaghetti sono quasi pronti, sguscio l'uovo sodo e lo schiaccio con una forchetta. Lo aggiungo al sugo e con il tutto condisco gli spaghetti.
Si può provare: a noi piace molto questa variante.


martedì 24 novembre 2009

IL GUARDIANO DI PORCI

Voglio raccontare a me e a chi ama le fiabe come me, un'altra novella di Andersen.

****************
C'era una volta un Principe povero, con un regno molto piccolo: il suo nome però era famoso e più di una principessa lo avrebbe sposato con gioia.
Ma lui osò chiedere in sposa la figlia dell'imperatore!
Sulla tomba di suo padre c'era
un rosaio, che dava una rosa ogni cinque anni, ma straordinariamente bella e profumata: possedeva anche un usignolo che cantava meravigliose melodie. Così decise di donare alla Principessa la rosa e l'usgnolo: i doni furono inviati in belle custodie d'argento e quando essa vide i pacchi batté le mani di gioia.
Le dame di corte quando videro la rosa dissero "Com'è bella!" ma la Principessa, vedendo che non era artificiale quasi pianse di delusione.
Quando dall'altra custodia fu tratto l'usignolo , il suo canto fece meravigliare tutti i presenti e commuovere anche l'imperatore: ma poiché l'usignolo era vivo e non artificiale, la Principessa non volle neppure ricevere il Principe.
Ma il Principe non si scoraggiò.
Si travestì da contadino e si presentò all'imperatore chiedendo un impiego a corte.
Il sovrano lo incaricò di sorvegliare i maiali e gli assegnò una stanza sopra le stalle.Il nuovo porcaro fece una pentola che aveva intorno dei campanelli i quali, appena essa bolliva, suonavano una canzone:" Mio povero Agostin, ben duro è il tuo destin!"
A chi poi metteva un dito tra il fumo che ne usciva, faceva sapere quello che stava cuocendo nei fornelli della città.
" Altro che la rosa e l'usignolo del Principe! -disse la Principessa quando udì la canzoncina-chiedete al porcaro quanto costa quella pentola!". e la risposta fu" Dieci baci".
La Principessa propose al porcaro di farlo baciare dalle sue dame, ma egli rispose che solo se lo baciava lei, le avrebbe dato la pentola, altrimenti se la teneva.
Allora, la capricciosa Principessa, ordinò alle sue dame di fare cerchio intorno a loro due, così nessuno avrebbe visto mentre lei lo baciava e ottenne la pentola.
Poi il porcaro costruì un organetto che suonava bellissimi ballabili: appena la Principessa udì la musica andò in visibilio; voleva quell'organetto e questa volta il prezzo era di cento baci.... e come la volta precedente, le dame fecero cerchio e contarono i cento baci .
L'imperatore sentendo quel chiasso provenire dalle stalle volle vedere cosa succedeva: si avvicinò in punta di pedi e trovò la figlia che stava baciando il porcaro!!
Per lo sdegno scacciò entrambi dal suo regno.
Mentre la Principessa piangeva disperata sulla sua stoltezza, il porcaro si nascose dietro un albero: si ripulì e si cambiò.

Quando apparve alla Principessa era così bello che lei si inchinò.
Ma il Principe, le disse:"Non hai voluto accettare in dono da un principe onorato una rosa ed un usignolo, ma hai consentito a baciare un porcaro per una pentola ed un organetto! Vattene! Non meriti altro!- E rientrò nel suo regno chiudendo la porta sul naso della sciocca ragazza.
Ora sì che la Principessa poteva cantare:"Mio povero Agostin, ben duro è il mio destin!"

E ora, dopo la lettura serale di una fiaba, i bambini buoni fanno la nanna ....

venerdì 20 novembre 2009

I CASI DELLA VITA


"Un giorno vai per strada, un gatto ti vede e, se gli piaci, ti adotta.
Da allora percorrerete insieme un tratto relativamente breve di esistenza"
( Stefano Roffo )

Così, partendo da questo presupposto, oggi ce ne andiamo in campagna con lei.....
t
ra l'altro, laggiù c'è ancora un altro micio che ci ha adottati...Piccolorfanello! poverino, lui ci aspetta in ansia per ruscolare un po' di pappa: lo troviamo così, all'entrata, oppure accovacciato in una scatola di cartone che gli fa da riparo per il freddo, o nei pressi della casa che, appena ci vede, fa in un momento a venirci incontro.... e Pallina, dal trasportino, appena lo vede SOFFIA!!!


BUON FINE SETTIMANA A TUTTI! a presto

mercoledì 18 novembre 2009

TORTA NOCCIOLATA

Eravamo invitati a cena a casa di amici ed ho preparato un dolcetto per la golosità loro e anche ......nostra.
La base è sempre la stessa...la fiorentina: 2 uova da sbattere con 200 g. di zucchero; 150g fecola + 100 g. farina "00"; 4 cucchiai di olio ex.v.o.; 10 cucchiai di latte; la buccia grattugiata di un' arancia ; succo di arancia;1 bicchierino di amaretto;variante 70 g di nocciole tritate lasciandone a parte circa 20 g.;1 bustina di lievito. 20 minuti in forno caldo a 180°.
Poi ho fatto fondere del cioccolato fondente e, quando il dolce, dopo la cottura si è un po' raffreddato, l'ho diviso a metà: ci ho spalmato un po' di cioccolato fuso, spruzzando un po' di amaretto: ho ricoperto e spalmato tutto intorno e sopra, il resto del cioccolato. Da ultimo ho spolverizzato con le nocciole tritate che avevo lasciato da parte.
Il risultato è stato buono.

lunedì 16 novembre 2009

UNA FIABA AL GIORNO

Scartabellando nelle mie cose del passato ho trovato dei libriccini, raccolti in un contenitore di cartone, che mio padre mi regalò tanto tempo fa: avevo imparato a leggere da poco e subito volli scoprire cosa mi avrebbero raccontato. Erano favole di Andersen, completate da immagini che mi facevano sognare: le vedevo bellissime e, tutt'oggi, devo dire mi piacciono molto.
Le ho lette e rilette non so quante volte: certo, il tempo delle favole è finito, ma perché non cercare di ritrovarlo almeno un po'?
Voglio intanto postare quella che era la mia preferita:

C'era una volta, in un paese lontano, un re vedovo che aveva undici figli e una figlia di nome Elisa.
Erano felici, finché il padre non si risposò: la matrigna, che era una strega, un giorno mandò Elisa presso dei contadini e trasformò i principi in undici cigni selvatici.
Con un grido straziante si alzarono in volo e nessuno seppe più niente di loro.
Dopo alcuni anni, Elisa fu richiamata a corte dal padre: ma la matrigna le unse il volto con un terribile unguento, le scompigliò i capelli al punto che il padre non la riconobbe e la cacciò via.

La poverina si rifugiò nella foresta: si lavò la faccia presso un ruscello e, disperata, si mise alla ricerca dei fratelli. A tutti chiedeva di loro ma, finalmente solo una vecchina le disse qualcosa di utile:"Undici principi? n0n li ho visti, ma ho visto undici splendidi cigni bianchi che volavano verso il mare...."
Seguendo il ruscello Elisa giunse al mare: là c'erano undici bellissimi cigni bianchi con una coroncina d'oro in testa; appena il sole tramontò, si trasformarono in bellissimi principi. I fratelli riconobbero Elisa e, dopo averla abbracciata, le spiegarono come di giorno fossero cigni e, solo di notte tornassero umani.
Le dissero che abitavano in una bellissima terra, oltre il mare; ogni anno, nei due giorni più lunghi dell'estate tornavano in patria e poi rientravano in quella terra; le chiesero se volesse andare con loro ed Elisa accettò.

Così gli undici fratelli, si rimisero in viaggio portando con loro la sorella: giunsero ai castelli della fata Morgana.
La notte, i castelli scomparvero ed Elisa si trovò in una grotta: si addormentò e sognò la Fata Morgana:questa le disse come fare per togliere il maleficio ai fratelli; avrebbe dovuto raccogliere foglie di ortiche nella grotta e vicino alle tombe del cimitero e con quelle avrebbe dovuto tessere delle camicie per i fratelli.
Tutto questo doveva farlo nel silenzio più assoluto, pena la loro morte.
Così, Elisa, fiduciosa, iniziò il suo lavoro: la prima sera, una camicia era già pronta.
Il giorno dopo, davanti alla sua grotta, giunse il re che era a caccia: fu estasiato dalla sua bellezza e la portò a corte con sé, e, nonostante il ministro la ritenesse pericolosa e forse anche strega, la sposò.
A Elisa importava solo che il re, con lei , avesse portato anche le ortiche e le camicie già fatte e,
di notte, silenziosa, proseguì il lavoro.
Quando finì le ortiche, pensò bene di andare a raccoglierne altre al
cimitero: il ministro la vide e vide che nel cimitero c'era un raduno di streghe. Così, creduta strega, Elisa fu rinchiusa in una cella: là, dei topini le portavao l'erba utile e un uccellino le faceva compagnia cantando vicino all'inferriata della cella.
Quando giunse il giorno della sua condanna al rogo, Elisa sul carro che la conduceva al supplizio, continuava a tessere: era l'ultima camicia ormai!
La folla, lì radunata, stava per distruggere le camicie che erano sul carro, quando uno stormo di undici cigni bianchi piombò sulla regina per difenderla. Elisa gettò su di loro le camicie e all'improvviso quei magnifici uccelli si trasformarono in undici bellissimi principi.

Solo al minore, poiché la camicia era priva di una manica, rimase un'ala al posto del braccio.
Intanto, dai ceppi pronti per il rogo, spuntarono tralci di rose profumate e tutte le campane di tutti i campanili suonarono a festa.
Elisa con il re e i fratelli tornò al castello reale e, tutti insieme, vissero a lungo felici.

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Per quanto la novella sia semplice e alla portata di lettori piccoli, racchiude ugualmente la sua morale. Dice di come la costanza venga sempre premiata; di quanto sia importante l'amore fraterno che può sfidare ogni difficoltà; racconta comunque di bei sentimenti e, in fondo, fa del bene al cuore.