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domenica 13 gennaio 2013

...CARO NANNI....




".....I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi....."


.....così recita una poesia di Gibran, che ho postato tempo fa e che ho letto e riletto più volte, anche in blog di amici....

Ora ho un motivo in più per rileggerla, per confortarmi in questo momento particolare...
 
Caro Nanni, mentre penso che sei lontano e che da oggi comincia la tua vita di italiano all'estero, ho il cuore stretto in una morsa: certo sono oramai più di dieci anni che vivi lontano da noi, ma fino a ieri, eri in Italia, e in Toscana , quindi sempre molto vicino.
Ma adesso non si può più pensare che in fondo sei vicino.. per raggiungerti servono almeno 12 ore.....
Cerco di farmene una ragione e  la prima, in assoluto, me la offre il pensiero che sarai felice perchè hai accanto la persona amata; 


poi penso che avrai un lavoro  che forse ti potrà dare benessere e tranquillità  e poi penso che la tua vita è tua soltanto e, tutto sommato , è giusto così.

Penso con rammarico che l'Italia non ti ha dato la  possibilità di lavorare  in qualità di psicologo, nonostante il risultato eccellente ottenuto con gli studi.... penso, anche con un certo orgoglio, che non sei stato un "bamboccione"( e Dio sa quanti ragazzi italiani non lo sono.... nonostante certuni lo pensino)  perché hai lavorato come cameriere e ti saresti adattato anche ad altri mestieri pur di lavorare...

Mi dispiace anche che non sei più vicino a tuo fratello: il fatto di sapervi insieme, nella stessa città, era per noi molto importante.... anche lui, sono certa, sentirà la tua mancanza....

Ma questa è la vita: bisogna saper accettarne ogni lato, ogni situazione.... 
e così, rileggo la poesia ..... 

"......I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,.......


.....Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane....."



...ma , ti rivedo piccino piccino, a poche ore dalla nascita.... quando per la prima volta ti portarono tra le mie braccia: rivedo quella guancina rosea, paffutella su cui posai il primo bacio ... e non riesco a evitare di piangere.......

venerdì 18 novembre 2011

SETE

Il mio cavallo bianco
si è fermato

.....ha sete......

ma la sorgente 
è secca

e la terra
sputa solo sangue amaro.

Questo mio scritto risale al 1974... trentasette anni fa, ma lo sento attuale a questo momento che sto vivendo: non ho idee, non ho voglia di scrivere, né di leggere , né di fare niente... ho tanta sete come il mio "cavallo" ma la mia sorgente si è seccata...

martedì 1 novembre 2011

NOVEMBRE

Vorrei poter esprimere la tristezza di questi giorni che si acuisce rispetto a quella che ogni giorno provo pensando ai miei cari che non sono più:a loro volgo una preghiera... ma è la stessa che ogni giorno sale dal mio cuore. 
Oggi, molti anni fa, festeggiavamo l'onomastico di mio padre... ora, posso solo offrirgli un fiore,coll'animo colmo di tanta malinconia, ma in fondo al cuore ho la speranza che mamma sia con lui, che si confortino l'un l'altro....e questo è per me fonte di grande consolazione . 


 
"....Voci ormai lontane
richiamano la nostra mente
e fiori d'oro
illuminano la loro notte eterna....."

Da "Un anno" poesia del '74. 

Questa poesia me la lascia Giulia, nel suo commento e mi è gradito aggiungerla a questo post

POESIA DEL COMMIATO

La morte è un momento di restituzione.
L'anima torna a comprendere l'infinito.
Recupera la sua pienezza.
Ritorna in possesso di tutta
la sua misteriosa natura,
sciolta dal corpo,
svincolata dal bisogno,
sgravata dal peso,
liberata dalla fatalità.
La morte è la maggiore delle libertà.
E' il maggiore dei progressi.
E' l'elevazione di tutto ciò che ha vissuto.
La morte è ascesa, abbagliante e sacra.
Ognuno riceve il suo premio.
Tutto si trasfigura nella luce
e per mezzo della luce.
Chi è stato onesto e buono
diventa sublime.

V.Hugo
 

martedì 2 novembre 2010

POESIA

Quando la malinconia mi assale, e oggi è un giorno in cui la malinconia è tanta, ho un rifugio in cui andare per stornare pensieri tristi e ricordi angosciosi..........

Quel certo non so che
di poesia
che mi rapisce il cuore
e colma l'anima mia
E' sottile
suadente, penetrante.....
sa di tutto
e sa di niente
Un dolce alito
di malinconia
un impeto gioioso
che tutto fa sparire.....
e poi riappare
ed è colore
è musica, è nostalgia
Leggero vola
e fa volare.......
sono vento, pioggia, sole
l'universo
Mai mi abbandona
mai sola mi fa sentire
è sogno, è fantasia
è la vita mia

mercoledì 18 agosto 2010

CHE FAI TU, LUNA, IN CIEL?

...dimmi, che fai,
silenziosa luna?

Così Leopardi inizia il suo triste "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia" e mentre domanda alla luna a che vale il suo vagare eterno, a se stesso chiede a che vale il suo vivere breve....

Questo prologo non è certo per fare un confronto tra me e Leopardi: non oserei mai!
ma quando guardo la luna mi viene spontaneo dal cuore il primo verso del canto leopardiano e, difficilmente ho sensazioni positive; mi inquieta, da sempre, e da sempre la vedo come una luce falsa.......



per lei nutro un sentimento di odio-amore che non so spiegare; mi piace vederla riflessa nel mare: solo allora il mio cuore riceve pace; ma vederla in cielo, o intera o nelle varie
forme di falce, mi rattrista senza un motivo vero e proprio e spesso, quando è crescente o piena, faccio anche fatica ad addormentarmi.
Giorni fa, nel blog di Stella "Poesie in vetrina" ho letto una bellissima poesia di Ligeja: un suo verso mi ha colpito e mi è tornata in mente una delle mie vecchie poesie indirizzate alla luna.
E' triste: non si adatta più del tutto al mio modo di vedere la vita, ma è pur sempre in qualche modo vicina alle sensazioni che provo guardando la luna e la voglio pubblicare per scoprire quali sono le sensazioni che suscita la luna in voi che mi leggete.

LUNA BUGIARDA

Fredda ,illusoria luna
nel pallido tuo sorriso

Fallace amica
che in paure notturne
proditori agguati favorisci

Guida nella notte buia
una lama lucente nascondi

gelida, tagliente
bugiarda e traditrice come te
mi ferisce e mi trafigge il cuore



Pensieri - gennaio 1971