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martedì 11 febbraio 2014

ADDIO RICCIOLI D'ORO!

È morta, all'età di 85 anni, Shirley Temple, la famosa "riccioli d'oro" degli anni Trenta, enfant prodige del cinema hollywoodiano. L'attrice si è spenta nella sua casa di Woodside in California, per cause naturali.
Durante la Grande Depressione, i suoi  film davano  speranza ed ottimismo e  il presidente Franklin D. Roosevelt in persona disse: "Finché il nostro Paese avrà Shirley Temple, noi staremo bene"
 

Io non conosco tutti i suoi film , ma quel poco che ho visto mi è bastato: mi piace rivedere quella dolce bambina, ballare e cantare: dà allegria e un senso di buono al cuore.
 Anche da adulta ha continuato a recitare ma non ebbe il successo ricevuto da bambina

Come tutti i personaggi che nel cinema hanno fatto sognare, anche lei continuerà a vivere, con i suoi deliziosi sorrisi,  le sue simpatiche mossette e i suoi riccioli d'oro.  

sabato 30 novembre 2013

SOGNARE E' UNA NECESSITA'!

Almeno per me lo è, ma penso sia così per tanti e tanti di noi: la realtà, spesso e volentieri, è talmente brutta che un rifugio ci vuole.
Un rifugio a me caro è il cinema... ma non tutto il cinema! adoro i vecchi film, soprattutto quelli in bianco e nero, ma anche a colori non li disdegno purché siano vecchi o, per lo meno, forieri di serenità. 
 Il cinema moderno, per voler essere troppo "vero", è spesso  ricco di scene crude, sangue, morte , violenza, carico di effetti speciali, pieno di tanti rumori al punto che , invece di rilassarmi, finisco col ritrovarmi più nervosa e anche molto rattristata.
Per me un film deve rilassare e naturalmente mi deve dare qualcosa di buono e .... farmi sognare.
Ci sono tanti film in bianco e nero che ho guardato e riguardato
"Io ti salverò" - Gregory Peck e Ingrid Bergman
senza mai  stancarmene: quasi golosamente ingoio quelle immagini, quei meravigliosi  chiaroscuri; hanno una poesia tutta particolare che non riesco a ritrovare in quelli a colori ( specialmente se moderni )...

Quanti ne ho visti? non lo so più...ma sono tanti e tanti: alcuni li so quasi a memoria, ma non importa: appena ne vedo i primi fotogrammi, ne vengo rapita.... nonostante mio marito, con bonaria ironia, mi dica:"Questo non lo avevi mai visto, vero?...."  
C'è un canale dove ne trovo diversi, altrimenti me li vado a cercare in You Tube.
Grazie a loro, spesso mi capita di trovare un senso di pace, specie se reduce da una giornata dura o da un momento difficile. 
"Notorious" Cary Grant e Ingrid Bergman


"La Signora Miniver" Greer Garson



Ovviamente ci sono anche tanti film in bianco e nero di cui faccio volentieri a meno ma questo non accade quando mi capitano film come Notorious , Orgoglio e
"Orgoglio e Pregiudizio" con Laurence Olivier e Greer Garson
Pregiudizio,  Il Sospetto, Le bianche scogliere di Dover, La signora Miniver, e Arianna e Vacanze Romane, Il caso Paradine, Io ti salverò, Nata ieri, .....potrei continuare e continuare e perdermi tra le pellicole di Greta Garbo, Gregory
"Margherita Gauthier" - Greta Garbo

Peck, James Stewart, Audrey Hepburn, Greer Garson.... ma anche in quelle del Neo-realismo italiano e  delle commedie di Eduardo e Peppino De Filippo, di Totò con Fabrizi e del delizioso cinema dei "telefoni bianchi".....



Audrey Hepburn

Talvolta mi sono trovata a discutere con i miei riguardo a questo tipo di  cinema e quello che invece si fa adesso: ci sono senz'altro film degni di essere visti e apprezzati anche in questa nostra epoca...e, sinceramente ne ho visti ed apprezzati tanti  ma..... c'è un ma!
 nei  vecchi film, c'è quell'impalpabile  certo non so che , un'atmosfera vellutata, un linguaggio pulito, un'eleganza di altri tempi........cose forse  un po'  fuori moda e  talvolta anche un po' irreali , ma  a me...... piacciono  tanto e, soprattutto..... mi fanno sognare!
 

martedì 21 settembre 2010

PER SEMPRE INSIEME

PER RICORDARVI COSI' SEMPLICEMENTE
POSSANO DI NUOVO I VOSTRI CUORI BATTERE IN UNA SOLA ANIMA!

sabato 12 giugno 2010

GREGORY PECK

Il 12 giugno del 2003 muore: ha 87 anni.
Eldred Gregory Peck è nato il 5 aprile 1916, a La Jolla, piccolo villaggio balneare nei dintorni di San Diego, in California, da genitori immigrati irlandesi, che si separano quando lui ha cinque anni.
Il padre, farmacista, sparisce e la madre torna in Irlanda, non prima, però, di aver affidato il piccolo Eldred Gregory alla nonna, che pare lo abbia allevato come un figlio.
C'è chi dice che, dopo essere vissuto per un po' con la nonna, fu mandato in un collegio militare cattolico il cui motto era: 'Marcia e prega', dove ricevette una rigida e severa educazione religiosa.

Altri raccontano che visse sempre con la madre, Berenice, morta vecchissima, nel 1993, a novantotto anni di età.
Dopo il collegio, pensa dapprima di farsi prete, poi invece, si iscrive all'Università di Berkeley, per studiare medicina.
Di temperamento curioso e per il desiderio di apprendere, legge di tutto, soprattutto libri di storia, politica e filosofia.

Ama il mare ed entra nella squadra di canottaggio dell'università, disputando diverse gare. Quando nel 1928 a New York assiste allo spettacolo teatrale 'I Married an Angel', rimane così affascinato, che decide di lasciare gli studi per tentare la via della recitazione e del teatro.

A New York e si iscrive al Neighborhood Playhouse ed ha inizio la sua carriera teatrale: tanta gavetta, tanti sacrifici e anche tanti mestieri per mantenersi.
Nel '41 la prima scrittura e il debutto a Broadway con 'The Morning Star' di Emlyn Williams, meritandosi, a seguito del successo della piece, la definizione di 'nuovo idolo del teatro'.

Nel '42 sposa Greta Kukkonen, una parrucchiera di scena; dal matrimonio nacquero tre figli, Stephen, Jonathan e Carey;la loro unione però si concluse nel 1954 con il divorzio.

Nel '55, sposò a Parigi, Veronique Passani, una giornalista francese di 19 anni, da cui ha avuto due figli, Anthony e Cecilia, e con cui è rimasto legato fino al suo ultimo giorno di vita.

Il suo primo film" Tamara, figlia della steppa" di Jacques Tourneur, non ebbe una grande eco, ma gli fruttò un maggiore guadagno rispetto al teatro. Tourneur riesce a correggere la sua recitazione, 'impostata' semplicemente dicendogli: "sii naturale, la cinepresa legge i tuoi pensieri".

Poi con il film di John Stahl, "LE CHIAVI DEL PARADISO", inizia la serie dei personaggi eroici, avventurosi e romantici, di totale integrità morale che porterà avanti per tutta la vita; infatti,Gregory Peck, ritenuto un vero mito del cinema ed uno degli ultimi divi della cosiddetta vecchia Hollywood, ha incarnato in quasi tutti i suoi cinquantasette film, personaggi eroici, di totale integrità morale, che lo hanno reso famoso ed amato presso il pubblico di mezzo mondo.
Bello ed elegante, alto( 1,91 ), severo ma affabile, affascinante con quel suo sopracciglio rialzato e con le labbra serrate per il suo stile recitativo, sobrio ed essenziale: non tutti erano concordi sulla bontà della sua recitazione e delle sue capacità espressive; ma alla fine riuscì a convincere anche i critici più scettici... in effetti le sue scelte professionali, riflettevano molto spesso le sue opinioni liberali e democratiche, che perseguiva, anche nella vita privata, battendosi, con sincera convinzione, contro l'intolleranza razziale e per i diritti civili.

Da anni, quando in casa si parla di lui, io dico affettuosamente"il mio Gregory... " e i miei figli e mio marito lo chiamano "il tuo Gregory..." non so dire se è il mio attore preferito, ma sicuramente l'ho adorato, e tutt'ora non posso fare a meno di rivedere i suoi film, anche se li ho visti e rivisti..Devo anche dire che non riesco ad accettarlo nei panni di Achab, tanto meno nel film "I ragazzi venuti dal Brasile" dove interpreta uno spietato nazista; per me è ideale solo come personaggio positivo.
Rivedo sempre più che volentieri"Io ti salverò" di Hitchcock con la Bergman e credo di saperlo quasi a memoria....


















Indimenticabile nel ruolo di Atticus, molto, molto convincente..


Fantastico in "Vacanze romane" con la meravigliosa Audrey Hepburn( anche questo lo conosco a mena dito..)

E poi ancora con Hitchcock ne "Il caso Paradine" insieme ad Alida Valli

E poi" L'uomo dal vestito grigio" "Duello al sole" " I cannoni di Navarone" " Le nevi del Kilimangiaro" " Il forestiero" "La donna del destino" " Arabesque" e tanti altri che non sto qui ad elencare, sapendo che chi lo ha amato come me, li ha visti sicuramente tutti, e invece chi non lo ha apprezzato non avrà neppure interesse a conoscere altri titoli... Da parte mia sono contenta di aver fatto un post su uno degli attori che mi hanno fatto sognare da ragazzina ma che, da adulta , ho apprezzato anche per altri motivi .

lunedì 31 maggio 2010

ALLA RICERCA DELLA FELICITA'....




" Un modo di perdere la felicità
è di volerla ad ogni costo!"


"Non chiedere la luna. Abbiamo le stelle"









Ho usato queste due frasi dette dalla celebre attrice Bette Davis (- 05/04/1908 - 06/10/1989) per introdurre il tema della "felicità"..... che cosa è la felicità? esiste? si può trovare? un piccolo sondaggio con cui scambiare opinioni... se vi va!

I VOSTRI COMMENTI:


Lucia
:Felicità=quando ti fa visita dura un istante!

Lina:
Anche nei momenti più difficili della vita si trova sempre un attimo di felicità...

Lorena:
Per me la felicità è vedere felici le persone che amo....

Erika: Bisognerebbe essere felici solo per il fatto di avere la grazia di aprire gli occhi ogni mattina e di vedere un nuovo giorno......

Zoé:...
la felicità è ciò che già possediamo, è la nostra stessa vita, risiede già in noi ... non dimentichiamolo ....

Milena:
Per me... la felicità è fatta di piccole o grandi cose che ti fan sussultare il cuore e sul viso nasce un sorriso.

Bilibina:per me felicità è essere in armonia con me stessa e con gli altri, sentirmi parte di ciò che mi circonda, e cioè il mondo con tutte le sue creature..comprese le piante, gli animali insomma..tutto!

Zula73: felicità è
quel bel tuffo al cuore che si prova mentre guardi le persone che ami, che ti scuote e ti fa sentire leggera!

Sirio:
Felicità è accettarsi come si è, consapevolezza di vivere... cercando di dare agli altri il proprio meglio!

Angelo azzurro:
La felicità è sapere che tu sei importante per qualcuno

Rosy:
.....La felicità è vedere le persone che ami che stanno bene.....
la felicità è fatta di momenti che volano via molto presto.

Gabry:
La felicità è un attimo.... e quest'attimo lo si trova nelle piccole cose della vita di tutti i giorni.

Adamus:
"La felicità,sta nel desiderare ciò che si ha "


Andreina: la mia felicità è il sorriso del mio nipotino!!!!!

Gabe:
la felicità,non è uno stato permanente,ma la sensazione di pochi attimi.

Lore:
la felicità è un "Tu" nascosto in un "Noi" che lo contiene

Marianna:
non so cos'è la felicità! attimi di spensieratezza quelli li conosco bene....ma la felicità mah!

Elisabetta: felicità=la colgo
tra le pupille lucenti di una mamma, che abbraccia il suo bimbo,intorno alla mia tavola imbandita,che mi regala il sorriso dei miei figli e quello del mio cuore..

Elsa Iacchetti:
Felicità per me è vedere la gioia negli occhi delle persone care quando capiscono che loro per te sono TUTTO anche se non lo dici con le parole!

Calliope:
La felicità è un sottopassaggio dell'anima verso l'altra sponda della vita, dove, per incalcolabile tempo posso dire "Sono felice".

Cavaliere:
la mia più grande felicità è mia figlia .

Raffaele:
La vera felicità non è in questo mondo delle prove e del confronto anche se il mondo è già dentro di noi.

Diana B: La felicità è un attimo, un solo raro attimo......il verde di un campo di grano appena nato, la brezzetta che lo faceva vibrare, il blu del cielo ed io lì...

Miei cari amici, è stato bello comporre questo post con la vostra collaborazione.

giovedì 15 aprile 2010

CIAO RAIMONDO






Quando se ne va una persona che ha contribuito a darti momenti di sano buon umore, e a cui hai voluto bene quasi fosse un caro "zio", non puoi non dargli un caro saluto...



Ciao dunque, caro Raimondo, vorrei abbracciarti come qui ti sta abbracciando la tua Sandra, con tanto tanto affetto.......

mercoledì 15 aprile 2009

"SIGNORI SI NASCE ED IO....."


.... lo nacqui,modestamente!"
...e lo nacque.... il 15 febbraio del 1898, nel rione Sanità, in seguito ad una relazione di sua madre, Anna Clemente, con Giuseppe de Curtis, figlio del marchese de Curtis che si oppose alle nozze.
Nasce con il nome di Antonio Vincenzo Stefano Clemente: nel 1921 la madre si sposa con il de Curtis che solo nel '37 lo riconosce come suo figlio.
Nel frattempo lo aveva adottato il marchese Francesco Maria Gagliardi Focas e, nel '45/46 il tribunale di Napoli gli riconobbe il diritto di attribuirsi il nome della casata ed i titoli: così egli divenne: Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis Di Bisanzio Gagliardi, altezza imperiale, conte palatino, cavaliere del Sacro Romano Impero, esarca di Ravenna, duca di Macedonia e di Illiria, principe di Costantinopoli, di Cilicia, di Tessaglia, di Ponto, di Moldavia, di Dardania, del Peloponneso, conte di Cipro e d'Epiro, conte e duca di Drivasto e di Durazzo.
Ma non ritengo necessario ricordare la sua vita nè le tappe della sua carriera, dal momento che penso che chi lo ha amato sa di lui tutto quel che c'è da sapere.

Oggi, 15 aprile 2009 ricorre il 42° anniversario della sua morte e lo voglio commemorare con la sua celebre poesia:
'A livella

Ogn'anno,il due novembre,c'é l'usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll'adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.
Ogn'anno,puntualmente,in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch'io ci vado,e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo 'e zi' Vicenza.

St'anno m'é capitato 'navventura...
dopo di aver compiuto il triste omaggio.
Madonna! si ce penzo,e che paura!,
ma po' facette un'anema e curaggio.

'O fatto è chisto,statemi a sentire:
s'avvicinava ll'ora d'à chiusura:
io,tomo tomo,stavo per uscire
buttando un occhio a qualche sepoltura.

"Qui dorme in pace il nobile marchese
signore di Rovigo e di Belluno
ardimentoso eroe di mille imprese
morto l'11 maggio del'31"

'O stemma cu 'a curona 'ncoppa a tutto...
...sotto 'na croce fatta 'e lampadine;
tre mazze 'e rose cu 'na lista 'e lutto:
cannele,cannelotte e sei lumine.

Proprio azzeccata 'a tomba 'e stu signore
nce stava 'n 'ata tomba piccerella,
abbandunata,senza manco un fiore;
pe' segno,sulamente 'na crucella.

E ncoppa 'a croce appena se liggeva:
"Esposito Gennaro - netturbino":
guardannola,che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!

Questa è la vita! 'ncapo a me penzavo...
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s'aspettava
ca pur all'atu munno era pezzente?

Mentre fantasticavo stu penziero,
s'era ggià fatta quase mezanotte,
e i'rimanette 'nchiuso priggiuniero,
muorto 'e paura...nnanze 'e cannelotte.

Tutto a 'nu tratto,che veco 'a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse 'a parte mia...
Penzaje:stu fatto a me mme pare strano...
Stongo scetato...dormo,o è fantasia?

Ate che fantasia;era 'o Marchese:
c'o' tubbo,'a caramella e c'o' pastrano;
chill'ato apriesso a isso un brutto arnese;
tutto fetente e cu 'nascopa mmano.

E chillo certamente è don Gennaro...
'omuorto puveriello...'o scupatore.
'Int 'a stu fatto i' nun ce veco chiaro:
so' muorte e se ritirano a chest'ora?

Putevano sta' 'a me quase 'nu palmo,
quanno 'o Marchese se fermaje 'e botto,
s'avota e tomo tomo..calmo calmo,
dicette a don Gennaro:"Giovanotto!

Da Voi vorrei saper,vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir,per mia vergogna,
accanto a me che sono blasonato!

La casta è casta e va,si,rispettata,
ma Voi perdeste il senso e la misura;
la Vostra salma andava,si,inumata;
ma seppellita nella spazzatura!

Ancora oltre sopportar non posso
la Vostra vicinanza puzzolente,
fa d'uopo,quindi,che cerchiate un fosso
tra i vostri pari,tra la vostra gente"

"Signor Marchese,nun è colpa mia,
i'nun v'avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie è stata a ffa' sta fesseria,
i' che putevo fa' si ero muorto?

Si fosse vivo ve farrei cuntento,
pigliasse 'a casciulella cu 'e qquatt'osse
e proprio mo,obbj'...'nd'a stu mumento
mme ne trasesse dinto a n'ata fossa".

"E cosa aspetti,oh turpe malcreato,
che l'ira mia raggiunga l'eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei già dato piglio alla violenza!"

"Famme vedé..-piglia sta violenza...
'A verità,Marché,mme so' scucciato
'e te senti;e si perdo 'a pacienza,
mme scordo ca so' muorto e so mazzate!...

Ma chi te cride d'essere...nu ddio?
Ccà dinto,'o vvuo capi,ca simmo eguale?...
...Muorto si'tu e muorto so' pur'io;
ognuno comme a 'na'ato é tale e quale".

"Lurido porco!...Come ti permetti
paragonarti a me ch'ebbi natali
illustri,nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?".

"Tu qua' Natale...Pasca e Ppifania!!!
T''o vvuo' mettere 'ncapo...'int'a cervella
che staje malato ancora e' fantasia?...
'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella.

'Nu rre,'nu maggistrato,'nu grand'ommo,
trasenno stu canciello ha fatt'o punto
c'ha perzo tutto,'a vita e pure 'o nomme:
tu nu t'hè fatto ancora chistu cunto?

Perciò,stamme a ssenti...nun fa''o restivo,
suppuorteme vicino-che te 'mporta?
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie...appartenimmo à morte!"





giovedì 2 aprile 2009

ALDO FABRIZI: IL CANTORE DI ROMA



Era nato il I° novembre del 1905 a Roma e nella stessa
città è morto il 2 aprile del 1990.


°°°°°

Un attore che amavo molto vedere nei film comici, specialmente quando
recitava in coppia con Totò:
"Guardie e ladri" e "I tartassati" sono
due esempi di comicità esilarante.
Ma era un interprete di prim'ordine anche nei film drammatici: uno su tutti "Roma città aperta", capolavoro di Rossellini che lo vide a fianco della grande Anna Magnani.

Provavo per lui, così pacioso e benevolo, una
sorta di affetto come si prova verso un nonno o uno zio caro. E quando venne a mancare provai molto dispiacere.
La sua era una comicità semplice ma acuta: sapeva dipingere perfettamente quelli che erano i difetti e le debolezze di certe persone.
Sapeva scherzare su tutto, anche su sé stesso e sulla sua corpulenza dovuta alla sua passione per preparare e gustare il cibo.

Questa sua passione la riversò nei tre libri di raccolte di ricette e poesie: "La pastasciutta", "Nonna Minestra" e "Nonno pane".

Dal libro"Nonna minestra" è tratta la poesia con cui lo voglio ricordare :
è scanzonata, com'era lui, evocativa di un tempo in cui non si faceva storie al tavolino, e quello che la mamma metteva nel piatto, si doveva mangiare..... se non si voleva andare a letto.... senza cena!!

ER SECONDO PIATTO

Eccheve er pranzo mio da ragazzino:
acqua a bizzeffe, un filoncino asciutto
e 'na minestra che valeva tutto
specie si ce spezzavo er filoncino.

Nun c'era mai 'na lagrima de vino,
'na pastarella, un gelatino, un frutto,
e in corpo ciavevamo un tritatutto
che se sarvava solo er tavolino.

Ma un giorno mamma, doppo avecce fatto
un chilo de patate arosolite
ce disse:"D'ora in poi, secondo piatto!"

Allora non s'usava la protesta...
però per evita' qualunque lite
ce le contò sur piatto, tante a testa.





°°°°°°°°°XOXOXOXOXOXOXOXOX°°°°°°°°°
°°°°°°°°°°


martedì 24 febbraio 2009

UN AMERICANO....A ROMA!


Nacque a Roma il 15 giugno 1920.
Cominciò a lavorare verso la metà degli anni '30, come attore di avanspettacolo,di teatro di rivista e come comparsa.
Fu la voce, famosissima ed amata di Ollio( Oliver Hardy):a parer mio, quando alcuni dei film di Stallio e Ollio sono stati "restaurati" e se ne è anche cambiato il doppiaggio, hanno perso molto della simpatia e della comicità che Sordi riusciva a trasmettere con la sua voce

Nel 1942 il suo primo film "I tre aquilotti" in cui era co-protagonista.
Ma negli anni '40 ebbe gran s
uccesso alla radio, per la quale diede vita a personaggi particolarissimi che poi si ritroveranno in molti dei sui film futuri.
Riusciva a dipingere ritratti di uomini apparenteme
nte malvagi ma, fondamentalmente, anche ingenui e talvolta anche buoni; o uomini che millantavano atti di coraggio ma, che in realtà, erano solo dei vigliacchi, o sbruffoni, prigionieri di situazioni di cui non riuscivano mai a liberarsi.
Federico Fellini, riconobbe in lui questo talento e lo volle protagonista de "Lo sceicco bianco" in cui appare nei panni di un divo dall'animo meschino, e come co-protagonista ne"I vitelloni", dove ha il ruolo di uno sfaccendato, banale individuo.
Ma il personaggio che lo portò al vero successo fu Nando Meniconi( o Meliconi ): era nato nel film ad epis
odi"Un giorno in pretura" di Steno del '53, ma esplose nel 1954 in "Un Americano a Roma" sempre di Steno : nel film Sordi vuol rappresentare il provinciale italiano che mette al top dei suoi ideali il sogno americano dell'immediato dopo guerra.
All' "Albertone nazionale" si deve comunque il successo della commedia all'italiana, fatta di uomini pieni di vizi e molto carenti di virtù: come colui che sogna di sbarazzarsi della moglie e non riesce a far altro se non di renderla vedova ( "Il vedovo" ), o come chi si mostra integerrimo nei propri costumi, insofferente ad ogni forma di amoralità ed invece risulta essere il più infimo degli immorali ("Il moralista") ; Sord
i è sicuramente un maestro nel saper caratterizzare chi, indossando una divisa, si crede di comandare e prendere il sopravvento su tutto e tutti ( "Il vigile") o chi, si serve di una laurea per accantonare più soldi possibili a scapito di chi soffre ( "Il medico della mutua")
I film di Sordi sono tutti ancora molto attuali in una società come la nostra in quanto molto rappresentativi e realistici: quella di Sordi è una maschera che non sarà mai dimenticata nè superata: ha saputo essere comico, satirico ma anche drammatico, tragico , specie nel secondo periodo della sua carriera come ne "Un borghese piccolo pic
colo" o in "Nestore". Indimenticabile è nei panni de"Il marchese del grillo".

Domani, 25 febbraio, saranno 6 anni dalla sua dipartita: ma per chi lo ha amato, non è morto né mai morirà; quel suo sorriso di uomo franco e aperto, non potrà mai essere dimenticato: del resto gli attori,i grandi attori, non muoiono mai.


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martedì 20 gennaio 2009

SABRINA...... PER SEMPRE






Muore il 20 gennaio 1993
all'età di 63 anni.
Donna molto colta, aveva studiato
in Olanda e
in Inghilterra:parlava correttamente molte lingue tra cui l'arabo.


Era nata a Bruxelles il 4 Maggio del 1929 con il nome di Audrey Kathleen Ruston; il nome d'arte fu Audrey Hepburn, ma di nomi ne ebbe tanti : Arianna, Natascia, Samantha, Sorella Luke, Ania, lady Marian, Holly Golightly,Eliza Doolittle ed uno, su tutti, Sabrina.


Esordisce come ballerina a Londra, nei teatri. Si trasferisce negli Stati Uniti e continua l'attività a New York fino a che raggiunse a Broadway il successo con la versione teatrale dal musical "Gigi", tratto dal romanzo di Colette.
Deve gran parte del suo successo al fatto che Gregory Peck la volle al suo

fianco in "Vacanze Romane" (1954) pretendendo che il suo nome apparisse nei titoli del film accanto al suo, pronosticandole una vittoria da Oscar.... e i fatti gli diedero ragione.


Ebbe tre mariti: Mel Ferrer, Andrea Dotti e Robert Wolders.

Nel suo ultimo tempo ebbe vicino William Holden, che nel film Sabrina, aveva interpretato il bello ma fatuo fratello di Bogart.

Dal 1988 all'anno della sua morte, fu ambasciatrice mondiale dell'Unicef.


Quei meravigliosi occhi di cerbiatto, di una dolcezza infinita, sedici anni fa si sono chiusi per sempre, ma non potranno mai essere dimenticati.



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