lunedì 13 aprile 2009

VOGLIA DI RICORDI




Ricordo, con quel piacere sottilmente nostalgico, la gioia con cui partecipavo alla gita di Pasquetta: si riunivano le famiglie dei fratelli della mia mamma, i miei genitori , i nonni ; tutti andavamo a fare quella meravigliosa passeggiata che per me significava vedere tanti bei fiori e coglierne qualcuno, giocare con le cuginette, ascoltare quelle bellissime vecchie canzoni che cantavano i miei zii, qualcuno aveva la chitarra: era una festa tutta nostra ..... e quando a sera rientravo a casa, con babbo e mamma, mi piaceva ripensare a quella splendida giornata, riparlarne con loro e desiderare che l'anno dopo si facesse di nuovo!..
ma giunsero anche gli anni in cui alcune di quelle persone non c'erano più e quella festa non ebbe più quel dolce sapore di innocenza.




DESIDERIO DI AZZURRO

Un tempo,
avevo le ali
per volare
libera,
azzurra,
tra nuvole d'immenso.

Come farfalla,
di fiore in fiore,
soavi
profumi coglievo
e fresca rugiada
rubavo.

Per culla avevo nidi di usignolo
e al lume delle lucciole sognavo;
al mattino,
garrula rondine tornavo,
e giochi, e risa, mi erano compagni..

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domenica 12 aprile 2009

PASQUA


"PASQUA D'ALTRI TEMPI "

Tu pensi ai tempi andati
quand'eri ancor bambina
e il cuoricino tuo s'emozionava

per una tavola imbandita
con uova colorate fatte

da mamma tua,
con fior di primavera

con dolci e cioccolata.


Per l'aria odor di fiori
e suoni di campane,
un senso d'allegrezza
tutta ti dominava
...................
...................

Ho trovato per caso questa poesia di Antonino Zambotti e ne ho riportato alcuni versi che sento molto vicini.
Mi sono ritrovata a ripensare a quando ero bimba e a come aspettavo la Pasqua: c'era una gioia molto particolare, diversa dalla gioia che mi dava il Natale; c'era quella sensazione di nuovo, quei profumi unici della Primavera, le belle giornate, le rondini, quell'andare in chiesa con i miei genitori, nella Settimana Santa, e l'attesa del suono delle campane... tutte cose che ricordo con piacere e per le quali provo una certa nostalgia.
La mattina di Pasqua poi era consuetudine la colazione: cioccolata in tazza con fette di quella schiaccia che si usa preparare nei giorni precedenti, non troppo dolce e profumata di anice e acqua di rosa; le uova sode, benedette, ... ero tutta elettrizzata!
Poi, con il vestitino nuovo, andavo con il mio babbo a far benedire l'uovo di cioccolata in chiesa dove c'erano tanti altri bambini; nella piazza di fronte la chiesa c'era sempre un fotografo pronto a scattare le foto con noi bambini sorridenti, ognuno con il proprio uovo....usanze passate, perdute, che oramai nessuno più conserva, e forse, è un peccato.
Altri tempi che non tornano più.
I nostri bimbi hanno perduto la gioia che noi avevamo per le piccole cose ed è un po' anche colpa nostra oltre che del mondo che è cambiato e riserva loro più eventi tristi che lieti.

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Quest'anno la Pasqua, nel nostro Paese, ha un sapore triste, sa di lacrime e disperazione.
Spero soltanto che chi ha perduto persone care riesca a trovare un senso di pace nella preghiera e nell'affidarsi a Gesù che tanto ha sofferto per tutti noi e che oggi è risorto per tutti noi.
Con questo pensiero auguriamoci tutti una Pasqua serena , da trascorrere con i propri cari pensando all'immensa fortuna che abbiamo e alla quale spesso non si pensa.


UNA SERENA PASQUA A TUTTI
E
TANTA PACE NEL CUORE

venerdì 10 aprile 2009

"DOLORE"

Oggi, Venerdì Santo, Venerdì di Passione e di immenso dolore per le persone che nei giorni scorsi hanno perduto affetti cari ed insostituibili... una piccola poesia di mio padre che, nella sua essenza, ha un segno di speranza; la dedico a chi ha conosciuto il dolore e ne ha fatto tesoro per essere migliore.


Grazie alla vita
per avermi insegnato
a sopportare e conoscere
il dolore.
Ben poco conoscevo
ora so molto.
So indovinare
la sofferenza altrui
so consolare
e questo è grazia
è dono
sublime.
Nulla avvicina
quanto indovinare
una pena nascosta...
Un mondo di grandezza
si rivela:
è nel dolor
l'essenza della vita.

Poesia di Santino P.d.V.
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mercoledì 8 aprile 2009

ALMENO UN PICCOLO RICORDO..

So che non è il momento giusto per pensare a cose liete, ma nel mio cuore oltre alla tristezza di quanto ancora sta accadendo in Abruzzo, c'è, quasi a dispetto,il pensiero del giorno più felice della mia vita:
l'8 aprile del 1978 iniziammo a percorrere un cammino che dura ancora oggi....... e spero sia per sempre.

lunedì 6 aprile 2009

SOLIDARIETA'


RIPORTO L'ANNUNCIO CHE HO TROVATO NEL BLOG DI STELLA E ANCHE DI ALTRI AMICI... FRA TUTTI, OLTRE A PREGARE PER QUEI NOSTRI FRATELLI IN GRAVE DIFFICOLTA', UN PO' D'AIUTO LO PORTEREMO...


La Croce Rossa Italiana lancia "un appello di emergenza a livello nazionale, chiedendo a tutta la popolazione di partecipare ad un grande sforzo di solidarietà per alleviare la sofferenza di tutte le vittime del terremoto che ha colpito la regione Abruzzo".

Per effettuare donazioni alla Croce Rossa Italiana si possono utilizzare: il Conto corrente bancario C/C n. 218020 presso Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati - Tesoreria - via San Nicola da Tolentino 67 - Roma, intestato a Croce Rossa Italiana via Toscana 12 - 00187 Roma, codice Iban IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020, causale pro terremoto Abruzzo; il Conto corrente postale n. 300004 intestato a Croce Rossa Italiana via Toscana 12 - 00187 Roma, codice Iban IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004, causale pro terremoto Abruzzo. E' anche possibile effettuare dei versamenti online, attraverso il sito web della Cri all'indirizzo: [www.cri.it]

sabato 4 aprile 2009

SENSAZIONI


Polvere di luna,
infinità di luce,
sogno d'eterno,
ricordo di pace,
darsi al vento come piuma...
attimi d'incanto,
impalpabili profumi,
ombre fugaci,
melanconia dolcissima
di un'oasi d'amore,
rabbia d'intensi sapori,
estasi d'immenso..
...dolce abbandono.

Poesia del 18.10.1970

giovedì 2 aprile 2009

ALDO FABRIZI: IL CANTORE DI ROMA



Era nato il I° novembre del 1905 a Roma e nella stessa
città è morto il 2 aprile del 1990.


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Un attore che amavo molto vedere nei film comici, specialmente quando
recitava in coppia con Totò:
"Guardie e ladri" e "I tartassati" sono
due esempi di comicità esilarante.
Ma era un interprete di prim'ordine anche nei film drammatici: uno su tutti "Roma città aperta", capolavoro di Rossellini che lo vide a fianco della grande Anna Magnani.

Provavo per lui, così pacioso e benevolo, una
sorta di affetto come si prova verso un nonno o uno zio caro. E quando venne a mancare provai molto dispiacere.
La sua era una comicità semplice ma acuta: sapeva dipingere perfettamente quelli che erano i difetti e le debolezze di certe persone.
Sapeva scherzare su tutto, anche su sé stesso e sulla sua corpulenza dovuta alla sua passione per preparare e gustare il cibo.

Questa sua passione la riversò nei tre libri di raccolte di ricette e poesie: "La pastasciutta", "Nonna Minestra" e "Nonno pane".

Dal libro"Nonna minestra" è tratta la poesia con cui lo voglio ricordare :
è scanzonata, com'era lui, evocativa di un tempo in cui non si faceva storie al tavolino, e quello che la mamma metteva nel piatto, si doveva mangiare..... se non si voleva andare a letto.... senza cena!!

ER SECONDO PIATTO

Eccheve er pranzo mio da ragazzino:
acqua a bizzeffe, un filoncino asciutto
e 'na minestra che valeva tutto
specie si ce spezzavo er filoncino.

Nun c'era mai 'na lagrima de vino,
'na pastarella, un gelatino, un frutto,
e in corpo ciavevamo un tritatutto
che se sarvava solo er tavolino.

Ma un giorno mamma, doppo avecce fatto
un chilo de patate arosolite
ce disse:"D'ora in poi, secondo piatto!"

Allora non s'usava la protesta...
però per evita' qualunque lite
ce le contò sur piatto, tante a testa.





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mercoledì 1 aprile 2009

APRILE


Il nome di questo mese tanto atteso ed amato viene da aprire, perché tutto si apre al suo arrivo: la terra,che si rinvigorisce; i fiori,che sbocciano; gli involucri degli insetti, che escono e mettono le ali.
E' tutto un rifiorire, un rinascere, un movimento quasi convulso...anche se quest'anno, il tepore che ci si dovrebbe aspettare, tarda notevolmente.
Aprile mi riporta con la mente ai banchi di scuola:sempre c'era da imparare una graziosa poesiola oppure, la maestra ci faceva fare un tema su "Aprile".
Ripensando a quel tempo voglio trascrivere una piccola poesia di Renzo Pezzani.


Canto d'Aprile

C'è tra i sassi, ieri non c'era
l'erba che trema come un verde foco;
l'ha perduta nel gioco
la giovine primavera.
La pecorina vestita di lana
ora strappa le tenere foglie,
e per ogni ciuffo che coglie,
batte un tocco di campana.
A quel suono fiorisce il pesco,
si schiudono le finestrelle,
e le rondini col cuore fresco
giungono dalle stelle.
L'acqua chioccia nella peschiera
rotonda come una secchia
e l'allodola dentro vi specchia

il suo canto i primavera.

Quest'atmosfera così idilliaca, ci trasporta in tempi lontani, a quando bambini si sognava di Fata Primavera, fiori profumati , farfalle variopinte e nuvolette su cui cullarsi..... a me almeno succedeva, molto spesso, forse perché leggevo tantissime favole, e altri libri colmi di dolci storie e scritti per mostrare solo il bello della vita.. lo rimpiango quel tempo; sognare può essere solo illudersi talvolta, ma è un 'illusione che non fa alcun male.