sabato 31 ottobre 2009

PALLINA FA ......CUCU'

Un anno è trascorso da quando Pallina fece il suo "exploit" vestita da fantasmino ...ora è lì che si sta chiedendo cosa fare di nuovo per quest'anno.....

"Andare in giro, non posso proprio: mamma e babbo non mi lasciano uscire da
sola! dicono sempre che una signorina come me, non va in giro al buio....mah .....chissà perché? ma anche se mi mandassero non ci andrei: ho paura.. ci sono in giro brutti ceffi: pipistrelli, fantasmi,
streghe in vena
di fare brutti scherzi........frrr penso proprio di stare a casuccia al caldo con mami e papi!!


Però, non posso stare senza fare niente:c'è quella zucca bella grossa che hanno portato alla mia mamma ....quasi quasi, mentre decido cosa farò stasera, guardo dentro cosa c'è......frrr....magari mi faccio aiutare dal mio fratellino...."






ACCIPICCHIOLINA...............CHE DIVERTENTE!!!!!!!!!!!!!FRRRRRRR MIAUUUU

E ORA DITEMI : CROCCANTINO, PAPPONA O....GRAFFIETTO?

giovedì 29 ottobre 2009

SOGNO


Coriandoli di luce
si spargono sul mare....
piccole, silenziose luci,
scintille di vita.

D'improvviso, azzurro,
dall'acqua sorge il mio Unicorno!
lieve, come nuvola sospesa,
a me s'avvicina.

Meravigliata, rapita, felice,
l'accarezzo...
affondo, nei suoi occhi, gli occhi miei.
Confusa, gli racconto,
sereno mi racconta.... m'incanta, mi dà quiete.

Tacita, lo seguo e siamo luce.

Poi, la nebbia si diffonde....
quella sottile linea,
tra sogno e realtà, s'è infranta:
ho freddo.. e di ghiaccio è il pianto mio.

Sogno perduto,
felicità fugace,
che tutto offri e tutto ti riprendi.
Resta il ricordo di una dolce sorpresa,
di un'estasi infinita,
di pace, di sgomento e pur di gioia.
E tutto è silenzio, è oblio, è....SOGNO!




Poesia del 29.ottobre.2009

lunedì 26 ottobre 2009

VORREI





Vorrei raccontare
le favole che il vento mi sussurra.
Vorrei gridare
il sorriso delle stelle
e al mondo mostrare
quel che il buio nasconde.
Vorrei parlare ai fiori
e, come loro, piangere rugiada.
Vorrei sognare
appoggiandomi alle nuvole,
accarezzare lieve
le onde del mare,
dondolarmi
sui colori dell'arcobaleno,

danzare con le rondini gioiose.
E vorrei volare
su ali di gabbiano:
distendermi così,
tra cielo e terra,
luce sospesa di albe rosate,
e dolce oblio
d'incantevoli tramonti.




Poesia del 25 0tt0bre 2009

sabato 24 ottobre 2009

A TE MIA CARA SORELLINA LONTANA....


.....così inizia la dedica dietro questa foto datata 1958 che mi fu inviata quando ancora frequentavo la scuola elementare.
Quel dolce faccino appartiene a Luciana A.; con Luciana , per diverso tempo ho avuto uno scambio epistolare.
Cominciò quando ero in seconda classe
: la nostra maestra ci aveva detto che dovevano arrivare delle letterine da diverse scuole italiane e che le avrebbe distribuite fra le alunne che desideravano iniziare una corrispondenza con una bambina lontana.
A me l'idea attraeva moltissimo: e non vedevo l'ora che queste letterine
arrivassero.... e finalmente a marzo arrivarono.
La maestra mi diede una busta color arancio, che veniva dalla scuola di Piacenza d'Adige, in provincia di Padova: sopra c'era scritto
E' per un'alunna della classe II°femminile della scuola centrale - Isola d' Elba....

La letterina, scritta con una grafia molto precisa su un foglio di quaderno a righe di seconda, diceva così:

"Cara bambina,
sono una scolaretta di II° elementare come te e desidero diventare tua amica
per corrispondenza. Io ti parlerò di me e del mio paese; tu mi parlerai della
tua città e di te.
Mi chiamo Luciana A. e ho otto anni.
Sono molto vivace, ma non sono cattiva.

Ho una buona maestra che mi vuole tanto bene . A volte però non è contenta di me perché sono disordinata. E tu come ti chiami? Mi scriverai? Attendo con ansia una tua letterina......."

Ricordo ancora che quel giorno, tornata a casa, mi sentivo importante mentre mostravo ai miei genitori quella letterina! e loro erano contenti della mia gioia.
E così risposi a quella lettera e a quella e alla mia ne seguirono altre, per tutti gli anni delle elementari.
Luciana, col tempo, mi disse di appartenere ad una famiglia numerosa ( aveva due sorelline e un fratellino ) e alquanto povera; il babbo era disoccupato e, spesso, se voleva sostentare la propria famiglia, il pover uomo era costretto ad espatriare per trovare un po' di lavoro. Mi disse che aveva paura che, sapendola povera, io le volessi meno bene.
Le spiegai che in fondo la mia, era una famiglia modesta e che il mio babbo era un impiegato statale e che era stato solo un po' più fortunato del suo, ma non per questo le avrei voluto meno bene.
Anzi, sentivo di volerle un bene dell'anima e con la mia mamma concertai di mandare un pacco a Luciana: avremmo voluto poter inviare tutte cose nuove ma non potevamo permettercelo del tutto... così accettai di rinunciare ad alcuni giocattoli miei, poi c'erano i miei vestitini che non mi stavano più ma che erano come nuovi, grazie alle cure della mia mamma e potevano andare alle sue sorelline,in più, altre cosette utili, i miei genitori le comprarono.
Con quel pacco partì anche una parte della mia infanzia...c'era il mio orsacchiotto con cui dormivo fin da piccolina: aveva perso gli occhietti e mamma glieli rifece foderando di nero 2 bottoni; e c'era Cecco, il mio asinello a dondolo...tante volte ho ripensato con nostalgia a questi due "personaggi" ma poi ricordavo con quanta gioia Luciana e i suoi tre fratellini avevano accolto quel pacco, e la mia tristezza passava subito.
Infatti Luciana, dopo aver ricevuto il pacco, mi scrisse una lettera che ci commosse tutti: parlava delle grida di felicità dei suoi fratellini e delle lacrime agli occhi della sua mamma! Noi, babbo, mamma ed io , leggendo questo, avevamo il cuore colmo di gioia.
Non fu quella la sola volta.....e Dio sa quanto avrebbero voluto fare ancora di più i miei!
Terminate le elementari, ancora per qualche tempo, continuammo a scriverci Luciana ed io.

Poi, forse perché cominciò a lavorare, Luciana smise di scrivere: si rifece viva anni dopo inviandomi una foto con il fidanzato e dicendomi che era ad Ivrea..... e poi, alla lettera che le inviai non c'è stata più risposta.

Vorrei tanto poter sapere qualcosa di lei ma non so né come, né dove cercarla....
se qualcuno, leggendo questo post , la riconoscesse attraverso la foto , magari potrebbe avvisarla che sarei felice di avere sue notizie.... chissà?!? io ci spero tantissimo; era da molto tempo che pensavo di fare questo post, ma non riuscivo a trovare le lettere con la foto di Luciana; giorni fa, finalmente ho ritrovato il tutto.


Questa sono io all'età in cui feci una foto per farmi conoscere da Luciana...lei così mi ricorda e magari ancora conserva la foto che le inviai...forse un suo figlio, o conoscente , potrebbe avere un blog e prima o poi leggere questo post.

mercoledì 21 ottobre 2009

"LA' , E' CORNETO"

Quando la nostalgia di mio padre si fa più acuta cerco rifugio tra le sue poesie e stasera è questa che mi colpisce perché anch'io ho conosciuto Corneto e vi ho trascorso dei giorni bellissimi insieme ai miei genitori: avevo quasi cinque anni e mi piaceva molto stare là...eravamo ospiti di cugini della mia mamma, nel loro casolare; e ricordo che erano persone cordiali, affettuose ....ricordo Mario, che, oltre a farmi giocare, mi faceva salire sul carretto con cui la cagnetta( con me nella foto, di cui purtroppo non ricordo il nome ) portava il latte appena munto, dal casolare alle varie case del vicinato...e c'era Maria con i suoi pulcini che mi permetteva di tenere e accarezzare... e Roberto che lavorava i campi aiutando il padre ...e poi c'era Rosina, la figlia che aveva studiato e che stava in casa...come erano belli, tutti e quattro!! ... poi c'era il Secchia, il fiume sulle cui rive il mio babbo mi portava a passeggiare... un giorno sulla riva del Secchia, prese dell'argilla ammorbidita dall'acqua : con quell'argilla mi fece dei piattini, tazzine, pentolini ed io ero al settimo cielo; per un pomeriggio ci giocai preparando pappe varie .... trascorsa la notte, al mattino tutte le mie stoviglie si erano crepate! che delusione fu per me..
ma Corneto resterà sempre nel mio cuore e voglio ricordarla con questa poesia, tratta dal libriccino "RICAMI" di mio padre, che lui dedicò appunto a MOLINO di CORNETO - REGGIO EMILIA ed ai suoi bravi e laboriosi abitanti.

Al centro di dolci declivi,
tra lo svettare al cielo
di degradanti pioppi,
là, è Corneto
blandito dal Secchia
che scorre ciottolante
cantando melodie
d'acque spumose
sotto l'azzurrità
che la feconda valle
ricopre quale serra
voluttuosa.

Là, è Corneto,
ove la nottiluca
saluta il germogliar
del biancospino
e luccicante vaga
finché ne' campi l'ultimo covone
libera odor di grano.
Là, è Corneto,
ove lieta fatica è benedetta
da serotina,
ma opulenta frutta....
...Ove al morir del laborioso giorno,
al risonante canto,
echeggiante, del "maggio",
si mischia la preghiera
del saggio contadino,
là, è Corneto
con il suo molino.

FELICE COMPLEANNO...





"Qui c'è aria di festa" pensa Pallina e si accomoda a "braccia" conserte nel divano...... ma no , cara Pallina mia, la festa non è a casa nostra ma da
SIRIO
e bisogna andare tutti a fargli gli auguri di




BUON COMPLEANNO!

La torta è pronta quindi ....alziamo i calici e brindiamo al nostro amico!!!
AUGURI SIRIO, 100 DI QUESTI GIORNI DA ME E SAVERIO E ....TANTI "MIAO" DA PALLINA!!!!


lunedì 19 ottobre 2009

IL NULLA


Pace silente,
eternità di echi lontani,
dolce frastuono musicale.


Sognare....
ed annientarsi
in un mare di nulla.

Ascoltare
la voce del silenzio
e riposare,
in quella pace trasparente.


Poesia del 24 ottobre 1974.

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domenica 18 ottobre 2009

SONO CURIOSA!



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????????????????????

Questa sera voglio togliermi una curiosità: ho appena finito di rispondere nel mio ultimo post alla mia ultima ospite... a me piace moltissimo leggere i commenti che i cari amici mi lasciano ed ogni volta provo la sorpresa di scoprire quanto affetto e sensibilità sono capaci di esternarmi: mi fanno commuovere, emozionare, sorridere...stare tanto bene!!
Poi mi viene irrefrenabile il desiderio di rispondere perché ritengo che, così facendo, si istaura un maggior dialogo( c'è quando non lo posso fare presto e mi dispiace moltissimo),e sicuramente c'è un ulteriore scambio.


Poi, vado a trovarli nella loro "casetta", a leggere il loro ultimo post... ma prima vado al precedente, dove ho lasciato in passato un mio commento , per leggere la risposta che mi hanno dato..... il più delle volte la risposta c'è e mi rende lieta, altre volte invece no!



CHIEDO IL PARERE DI TUTTI: COSA PREFERITE?

TROVARE UNA RISPOSTA AI VOSTRI COMMENTI OPPURE NON LA RICERCATE AFFATTO?

DICIAMO CHE FACCIAMO UN PICCOLO SONDAGGIO...... SE VI VA

BUONA DOMENICA A TUTTI, CON TANTO AFFETTO

giovedì 15 ottobre 2009

WILMA.....LA DOLCE!





Oggi, secondo un post che ho letto da Stella, peccherò di LUSSURIA!! sembra infatti, che nel mondo dei blogger,"Se concupisci i post altrui e ne saccheggi di nascosto i contenuti più attraenti: pecchi di LUSSURIA".......









..........ed io peccherò non una, ma due volte: primo perché prendo spunto dal post di Stella per iniziare il mio e, in secondo luogo, perché lo spunto principale mi viene da un post di qualche giorno fa letto da Rosy
in cui la cara amica parlava della sua prima bambola.


Leggendolo è subentrato in me, forte, il desiderio di parlare della mia prima bambola ....
Avevo quasi tre anni quando una cugina della mia mamma, in occasione del suo viaggio di nozze, ci venne a trovare: si chiamava Wilma e mi
conquistò il cuore.
Poco tempo dopo, il mio babbo mi regalò una bambola e, in ricordo di Wilma, la chiamai come lei.
Adoravo quella bambola e la portavo sempre con me: aveva un bel vestitino a quadri, un bolerino e le scarpine bordeaux con le calzine bianche.
Non era di fine porcellana: all'epoca le bambole di porcellana costavano un po' troppo; era di celluloide ed i suoi capelli erano finti, dello stesso materiale : eppure la vedevo bellissima.

I suoi occhi non si muovevano: mi guardavano sempre ed erano blu con pagliuzze dorate. Non so come, un giorno, un occhietto, forse non ben fissato come avrebbe dovuto essere, si staccò..... ero disperata; piansi per tutta la giornata, non potevo vedere la mia Wilma combinata a quel modo!! poi la sera, quando mio padre tornò a casa, ebbi la gioia di sentirgli dire che me l'avrebbe accomodata: mi calmai ed aspettai fiduciosa!
Con tutta la sua pazienza il mio babbo riuscì ad incollare di nuovo l'occhio di Wilma: era rimasto un p0' opaco ma per me ora lei mi vedeva di nuovo e questo mi bastava per essere felice.

****
Ho avuto altre bambole dopo di lei:negli anni che seguirono ci furono Bionda, Luisa, Norma, Roberta.... tutte più belle di Wilma, muovevano gli occhi, facevano"ma-mma", insomma sempre più moderne; tutte le ho amate con tutto il cuore.... erano le mie compagne di gioco! sono stata figlia unica fino a dieci anni e mezzo ed ero sempre sola ( a parte rarissime volte); perciò con loro parlavo, ridevo, le vestivo e davo loro la pappa .....ero la loro mammina: e prendevo molto sul serio la cosa al punto che, quando la sera mi coricavo, spesso mi veniva da pensare a quale fine avrebbero fatto tutte le mie "bimbe" quando non ci fossi stata più ; e questo "non essere più" non significava nella mia testolina che potessi morire ma che sarei diventata grande; il pensiero mi dava l'angoscia fino a piangerne.
Poi il tempo mi ha aiutata a risolvere questo problema: Bionda, Luisa e Norma che erano di porcellana si sono rotte e Roberta che era una delle prime bambole di quella plastica che sembrava carne, divenne appiccicosa e dovetti dire addio anche a lei.
Wilma, nel tempo ha subìto vari infortuni: un "pezzetto" dei suoi capelli si è rotto; l'elastico che reggeva i suoi arti, più volte è stato ricambiato da un mio caro zio; il suo vestito si è logorato .....però, è ancora con me!
Le ho fatto un vestitino nuovo ed è in bella mostra in camera mia!
Talvolta, non
vorrei apparire ridicola, ma mi viene fatto di parlarci....
e lei, la mia dolce bambola di tanti anni fa, continua a guardarmi, con quel suo sguardo vitreo che pure,

per me, è così profondo......

.....e per me lei resta ancora la mia dolce, cara Wilma.


sabato 10 ottobre 2009

IN FONDO AL CUORE

C'è, in fondo al cuore,
dolce il ricordo di una ninnananna:
felice, una donna,
con voce soave
a dormire induce la sua creatura.

C'è, in fondo al cuore,
una strada lontana:
lieto cammina un uomo,
per mano tiene la sua piccina...
le canta un ritornello
che lei conosce bene:
gioiosa saltella e sembra un uccellino.

C'è , in fondo al cuore,
giocosa un'altalena:
dondola cullando una bambina,
toglie pensieri e letizia le regala...
e lei , serena, continua a sognare,
di un domani che ancora non sa.

C'è, in fondo al cuore,
un grande, immenso amore,
sbocciato, un giorno, insieme a Primavera:
ricordi di teneri sguardi,
di dolcissime emozioni,
e, di un organo, nostalgiche le note.......

C'è, in fondo al cuore,
profonda la certezza:
che il buio più nero può diventar luce
e che al tramonto sempre segue l'alba.


giovedì 8 ottobre 2009

CURIOSITA'!

Un proverbio dice: "Dio li fa e poi li accoppia "...........

Mi ricordo che nel film "Lilli e il Vagabondo", Walt Disney dà vita ad una sfilata molto particolare: ad una mostra canina, cani e padroni si somigliano..... allora ci ho riso ..... ma Disney, nei suoi cartoni, si ispirava sempre alla realtà e in questo del resto sta gran parte del
suo successo .

Oggi mi è capitato tra le mani un giornale con delle immagini davvero curiose e sono andata a ricercarle in rete.....










































domenica 4 ottobre 2009

4 OTTOBRE: SAN FRANCESCO

Il 4 ottobre, da tutta la Chiesa Cattolica viene celebrato San Francesco d'Assisi che, nel 1939, fu proclamato patrono d'Italia da papa Pio XII.

Nacque nel 1182 da Pietro Bernardone dei Moriconi e Madonna Pica Bourlemont: grazie all' attività commerciale di stoffe e spezie che il padre svolgeva in Provenza, la sua era una famiglia di borghesi benestanti, tra le più ricche di Assisi.

Quando nacque, il padre era in Provenza e la madre lo fece battezzare col nome di Giovanni; ma al ritorno il padre, in onore della Francia, gli fece cambiare il nome in Francesco.

Il periodo della sua infanzia e della sua giovinezza non è molto noto: sembra che il padre desiderasse avviarlo a prendere il suo posto nella sua attività commerciale e Francesco, terminata la scuola, vi si dedicò.

Nel 1054 ci fu una guerra che vide Assisi contro Perugia: mentre Assisi parteggiava per l'imperatore con i ghibellini, Perugia si schierò con i guelfi per il papa. Francesco,come tutti i giovani, andò in guerra ma, catturato, fu imprigionato. L'esperienza lo sconvolse al punto di farlo arrivare alla conversione di " vivere nella gioia di poter custodire Gesù Cristo nell'intimità del cuore".

Quando la guerra si concluse, nel 1203, Francesco tornò a casa molto malato e sicuramente profondamente cambiato. In lui si risvegliava sempre di più l'amore assoluto e totale verso la natura e tutte le creature di Dio.

Questo amore verso Dio e tutto il Creato, esploderà nel suo Cantico delle Creature che compose verso la fine della sua vita e che rimane un'opera letteraria mirabile.

Partito l'anno dopo per una crociata si ammalò di nuovo: ebbe anche delle apparizioni notturne che lo portarono a scegliere di ritirarsi sempre più spesso in luoghi appartati a pregare.

Un giorno che il padre lo mandò a vendere della merce, il ricavato lo distribuì ai poveri . Un'altra volta, sempre dalla vendita di merce del padre, ricavò una somma che portò al parroco di San Damiano affinché la usasse per riparare la chiesa e disse che ciò le era stato chiesto dal Crocifisso di quella chiesa quando lui vi era entrato a pregare. Il padre, infuriato lo denunciò ai consoli e lui si appellò al vescovo di Assisi.

Durante il processo Francesco depose i suoi abiti e li rese a suo padre: il vescovo lo coprì e lo accolse nella chiesa.

Così iniziò la sua vita di religioso , volta alla preghiera , a fare del bene ai poveri e agli ammalati, e a portare la Parola di Dio nel mondo.

Nel 1209 Francesco raccolse intorno a sè dodici compagni e si recò a Roma per ottenere l'autorizzazione ad una regola di vita: Papa Innocenzo III approvò così il suo "Ordo Fratum Minorum".

Nel 1224 mentre pregava sul monte della Verna, San Francesco ricevette le stigmate alle mani e ai piedi ma egli cercò sempre di tenerle nascoste. Era anche spesso malato e fu portato ad Assisi nel palazzo del vescovo per essere maggiormente curato ma, egli volle tornare alla Porziuncola, in Santa Maria degli Angeli il suo luogo preferito dove aveva deciso di attendere la morte e fu proprio in quel luogo che, la sera del 3 ottobre 1226, morì.

Due anni dopo papa Gregorio IX lo dichiarò santo.

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Penso che sono proprio quegli ideali di umiltà, fede, povertà, castità e amore verso ogni creatura a fare di San Francesco il Santo più amato e venerato ed è giustamente meritato l'appellativo che lo definì "Imitator Christi".

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Oggi sono tante le persone che festeggiano il proprio onomastico perciò esprimo i miei auguri a loro e soprattutto, con il cuore di mamma, a mio figlio.





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