martedì 6 maggio 2008

CANTO A DUE

Al mio caro babbo....
....oggi avresti 86 anni!.....trent'anni....trent'anni di te mi sono stati negati.... troppo presto ho dovuto separarmi da te; troppo presto ho dovuto rinunciare ai tuoi consigli, a quella tua saggezza che era per me un faro nella notte.
Spesso mi sono chiesta il motivo della tua morte prematura senza riuscire a trovare una risposta valida: sicuramente ti sono state risparmiate delle sofferenze che la vita ti avrebbe riservato....il destino ha voluto ricompensare la tua persona, l'anima tua, così bella, pura, grande e quel tuo senso profondo della giustizia e questo è il pensiero che mi ha consolato e tutt'ora mi conforta a distanza di anni.
Quante volte mi rivedo bimba felice, per mano a te, per la strada che porta a Capo Bianco: cantavamo una canzoncina tutta nostra, inventata da te al momento mentre si andava a fare il ghiaino per il Presepe: erano giorni di gioia per me quelli che precedevano il
Natale.... quei preparativi di festa.....l'albero addobbato, alto fino al soffitto.... e tutte le casine fatte da te, di legno, e quei bellissimi pastori di alabastro che solo noi avevamo... in tutta la mia vita, non ne ho visti mai di uguali in altri presepi e poi, il presepe che faceva il mio babbo era troppo bello, il più bello per me e ne ero orgogliosa!
E le novelle che sapevi raccontarmi: ti nascevano dal cuore spontanee, mai le stesse, sempre nuove e bellissime....quanta felicità hai saputo darmi nella mia fanciullezza....
Ci sono stati momenti in cui mi hai fatto soffrire:la mia giovinezza non è stata come l'infanzia; quando, ragazzina, ti chiedevo il permesso di uscire, di partecipare ad una gita, ad una festa e tu, adducendo scuse, non mi lasciavi mai andare, ho pianto tanto e sono arrivata a momenti di disperazione estrema, soffocata dal tuo immenso amore per me, imprigionata dalle tue paure.
Allora non capivo e mi ribellavo con tutta me stessa. Un giorno, avvenne qualcos
a che ti fece riflettere su tutta la tua vita di padre e hai saputo chiedere, addirittura implorare il mio perdono: non potrò scordarlo mai : quel tuo gesto, quelle tue lacrime accorate hanno significato molto per me, dimostravano il tuo coraggio, la tua forza e quanto grande fosse il tuo affetto nei miei confronti.
Talvolta, e l'ho capito quando anch'io a mia volta sono divenuta madre, l'amore dei genitori è talmente grande che il loro cuore si colma di ansia,paura, terrore : pensano che alla propria creatura possa accadere chissà che cosa se non sono vicini a lei pronti a proteggerla e difenderla ... e allora occorre impedirle qualsiasi cosa per evitarle ogni sorta di pericolo: ho provato quell'ansia, quella paura, quel terrore.... ma non ho potuto togliere ai miei figli la libertà di vivere...non ho voluto che loro soffrissero .....non sono i figli che devono soffrire.
Con questo non voglio rimproverarti niente babbo caro: ora so quanto mi hai amata e non puoi immaginare quante volte ho desiderato di poterti rivedere, almeno per un attimo, almeno per poterti dire che sei sempre nel mio cuore: mi piace immaginarti fi
nalmente riunito a mamma e vedervi entrambi felici in un eterno abbraccio: vi immagino così, nella luce di un'alba che tu, in pochi versi, descrivesti...

"ALBA"
Or lentamente,
come a sera ingrigia,
veste d'azzurro l'aria
e sublimando il giorno
il sole appare.

....ed io, per voi, così scrivo:




"MERAVIGLIOSAMENTE ETERNO"
.....meravigliosamente eterno, il vostro amore..
eterno l'abbraccio che,
in un'eterna giovinezza,vi ha riuniti...
eterni i vostri sguardi...
eterni i baci, le carezze...
ora niente più vi separa,
nell'eternità infinita della pace.....

2 commenti:

  1. Paola,

    bellissime e sensibili le poesie di tuo padre.
    Mi hanno emozionato.

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  2. Sara, grazie per la tua emozione.

    RispondiElimina

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