domenica 30 novembre 2008

Un altro piatto semplicissimo...


RAVIOLI AL CARCIOFO



Non si può definire un piatto complicato: soprattutto se prendiamo dei ravioli al ripieno di carciofo già pronti! se poi vogliamo farli con le nostre mani... beh, ci vuole di sicuro di più...
si dovrà preparare una sfoglia e riempirla e ritagliarla.
Ma per chi ha premura, basta mettere a soffriggere uno scalogno tagliato a fettini sottilissime
in 2/3 cucchiai di olio extravergine: ci si aggiunge
una tazza di pisellini surgelati che si faranno insaporire bene : si bagna con del vino bianco secco e si fa cuocere.
Intanto si mette al fuoco la pentola con l'acqua e il sale, dove si grattugerà una piccola patata: quando l'acqua bolle, si mette a cuocere i ravioli .
Una volta cotti si scolano e si uniscono al sugo di piselli, con una noce di burro saltandoli nella padella.

Si serviranno con abbondante parmigiano.

Questo tipo di raviolo è anche buonissimo con un sughetto di pomodorini maturi freschi fatti insaporire nello scalogno e resi piuttosto cremosi.
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giovedì 27 novembre 2008

"DEDICATA A STELLA"


Ieri, Stella , ha espresso il desiderio che le dedicassi una poesia: spero di renderla contenta con questi pochi versi che, anche se non la conosco a fondo, penso si adattino abbastanza al suo animo gentile.
Lucente come stella,
all'improvviso,
un giorno sul mio "mondo" s'è affacciata.

Niente è più gradito
di quel che non ti aspetti...

Tenera, sorridente, con dolcezza,
la porta del cuor suo m'ha spalancato.

Pareti colorate ha la sua casa,
e fiori, e amici e splendida armonia.

Potrei restarvi per giornate intere
certa di un'accoglienza calorosa.

Ciao, piccola Stella,
brilla ancora...
brilla per noi
in questo "mondo"che,
pur se virtuale,
d' amor profuma e dà serenità.

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martedì 25 novembre 2008

"NEVE"

Il freddo è arrivato! oggi, girando nei vari blog, ho visto che si parla di freddo e neve.... brrr!
Decisamente
non amo la neve e per fortuna, nella mia isola, è molto difficile vederla, specialmente nel paese dove io abito:nel '56 sì, venne anche da noi e fu tanta , come in tutt'Italia: avevo 5 anni e ricordo la fanciullesca gioia con cui giocavo a formare palle di neve per poi gettarle addosso ai miei genitori , il piacere di camminare su quel soffice manto, il sapore di quella sorta di zucchero filato..... ma ricordo anche il freddo, il dolore alle mani dovuto al ghiaccio, la paura di scivolare e la mancanza di colore ....e non è una sensazione positiva quella che ricevo da questi ricordi.
Da anni ormai, l'unico punto in cui nevica è sul nostro monte più alto
( 1000 mt.) : allora per me è già una tristezza vederla in lontananza, dalla finestra.


Tanti anni fa, tuttavia, mi trovavo a Berna: eravamo di Aprile e nevicò....quando quella mattina mi svegliai e dalla finestra vidi quel mantello candido su quello che fino al giorno prima era stato un verde prato, rimasi così piacevolmente sorpresa che scrissi questa poesia:


Danza, lenta,
come cosa dimenticata,
come lasciata andare,
lontano,
non importa dove:
*
forse a coprire cose passate,
amori sepolti e dal tempo inceneriti;
*
forse a invecchiare il mondo vivente
per rinnovarlo poi,
al suo improvviso e armonioso scomparire.
*
Danza, e non ha musica!
eppure è melodia,
senza note,
né suoni...
melodia di arpe silenziose
suonate da angeliche ali.
*
Ed è neve,
bianca,
mantello soave di zucchero filato,
per qualcosa che vive e vuole riposo.

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Poesia del 23 Aprile 1976
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sabato 22 novembre 2008

"OCCHI DI BIMBO"



Occhi di bimbo,
neri,
profondi di tenebre sconosciute...

Occhi di bimbo
innocenti,
che inseguono sogni lontani.

Occhi di bimbo,
dolci,
teneri come fiori
dal vento appena sfiorati...

una goccia di rugiada
li fa brillare....

Luce di intensi colori
illumina il caro viso,
nel sogno di carezze perdute e da poco ritrovate.

Poesia Novembre 1971-
Disegno Maggio 2008

giovedì 20 novembre 2008

ANCHE LA TAVOLA, VUOLE LA SUA PARTE!


Spaghettini ai funghi porcini ( dose per 2 persone )


Oggi, sono arrivata all'ora di pranzo e i fornelli erano ancora spenti....dovevo fare assolutamente qualcosa di molto sbrigativo, perché mio marito già cominciava a sentire qualche "morsettino" di fame...
Per cominciare ho messo al fuoco una pentola con l'acqua per la pasta con il sale ovviamente.
In una padella ho messo 2 cucchiai di olio extravergine per farvi imbiondire (ma non troppo) 1 spicchio d'aglio ( a cui ho tolto l'anima) a fettine: poi ho tagliato a pezzettini circa 100 g. di funghi porcini (surgelati, purtroppo, in mancanza di freschi ) e li ho aggiunti al soffritto facendoli ben insaporire; ho aggiunto il sale, e da ultimo, quando si è formato un sughettino ristretto, ho messo 2 pomodori maturi, spellati e a quadrettini.
Ho fatto ben amalgamare il tutto e, quando il sugo si è ben rappreso, ho spe
nto ed ho spolverizzato con del prezzemolo tritato.

Nel frattempo avevo messo a cuocere gli spaghettini: una volta cotti, li ho conditi con il sugo di funghi e serviti con un' abbondante grattugiata di parmigiano.

°°°°°°°° Ancora una volta:
çççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççççç

domenica 16 novembre 2008

"UNA STORIA"

Era la stagione del suo Inverno:
una fitta rete di stalattiti le albergava in cuore,
le attanagliava l'anima in dubbi, delusioni, paure....
fu quasi al suo tramonto, che disse "no" alla vita...

Rifiorì Primavera, ma non per lei:
distrutta, accartocciata,inerte,
invano vide le rondini tornare,
invano i gelsomini, inebriando l'aria, sposarono le viole ....
spesso le lacrime le erano compagne,
lacrime di dolore,disperazione
ma il suo pianto era anche un grazie a Dio....

L'Estate trascorse veloce,
nel caldo, le usuali nuove canzoni,
in fittizie ed inutili illusioni...
e giunse alla soglia delle sue nozze d'argento con il tempo....

L'Autunno fece di lei un albero,
spoglio, inaridito, fragile sulle radici,
nell'inesorabile cadere di povere foglie....
incerta s' avviava al nuovo Inverno,
ma il gelo in lei stava sparendo.

Dentro le palpitava la speranza:
sentiva che sarebbe risorta...
sarebbe tornata a volare con le rondini,
avrebbe ascoltato nuove melodie
e veduto i colori di petali nuovi...
l'Amore, risvegliava il suo cuore
da torpori e sofferenze passate.....
un'eterna Primavera l' aspettava.....


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venerdì 14 novembre 2008

"SENSO DI PACE"

Ieri, nel blog di Stella si parla di Jonathan Livingston, il gabbiano! Mi sono così proiettata nel passato, quando nel maggio del '74, una carissima amica, mi regalò questo libro: stavo attraversando un periodo piuttosto buio, e lei pensò che quel libro mi sarebbe stato di conforto.... e fu così!
La storia di Jonathan mi aiutò a risollevarmi non solo fisicamente ma anche,e soprattutto, spiritualmente: mi fece sognare e capire l'importanza della libertà, della vita, del distaccarsi dallo "stormo del Buonappetito": Jonathan è una creatura speciale, molto speciale...il suo primo interesse non è il mangiare, bensì la perfezione del volo: vuole arrivare a volare alla velocità del pensiero, superando il "qui e l'ora", giungendo ad una sorta di sublimazione.
Naturalmente, la sua "diversità", lo rende un "Reie
tto": ben presto gli altri non lo vogliono più fra di loro.... ma lui non cede, e va avanti, convinto che è nel giusto! e ne avrà ragione.....
Quanto fa riflettere tutto ciò....
"Jonathan... è quel vivido piccolo fuoco che arde in tutti noi, che vive solo per quei momenti in cui raggiungiamo la perfezione.."
Ricordo che lo leggevo come trasognata: a rendere ancora più magica la lettura giunse poi il Long Play di Neil Diamond: quante volte l'ho ascoltato abbandonandomi a quelle dolcissime note: mi sembrava di volare.
E scrissi pochi versi, in cui cercavo di spiegare l'intensa emozione che mi aveva suscitato Jonathan.... quel senso di pace e di totale abbandono.

Lieve trasparenza marina avvolge il mio corpo
in un amplesso mortale...

Le mie ali di gabbiano,
assaporano libertà sconosciute
in mondi antichi di sole,
azzurri di cielo.

Lasciarsi andare,
planare,
e cercare bianche scogliere
dove morire.
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...e il gabbiano Jonathan visse il resto dei suoi giorni esule e solo.
Volò oltre le Scogliere Remote, ben oltre.
Il suo maggior dolore non era la solitudine, era che gli altri gabbiani si rifiutassero di credere e aspirare alla gloria del volo....


Poesia del 20.10.1074

martedì 11 novembre 2008

"RAGNATELA DI SOLE"



La dolcezza luminosa
di calde ragnatele,
abbraccia il mondo,
carezza il mare,
bacia la terra
ignorando la mia presenza:......

ho freddo,
paura,
in questa natura selvaggia,
tra cardi spinosi di mortale veleno,
sognando un sole
troppo lontano,
nella livida trasparenza invernale.

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Poesia del 24 Ottobre 1974.



venerdì 7 novembre 2008

TENEREZZA


Talvolta basta un piccolo gesto per suscitare un infinito senso di tenerezza!
Oggi una cara amica, ha regalato a me e a mio marito un piccolo sasso a forma di cuore da lei decorato con una immagine dolcissima; ce lo ha dato con semplicità ma con tutto il suo affetto..... ed io voglio ricordarla qui, nel mio blog, con tutto il mio affetto

"...randagia per il mondo,
qualunque passo io faccia,
ti camminerò sul cuore..."
A.E. de Noailles

GRAZIE WANDA!

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mercoledì 5 novembre 2008

UNA SPERANZA IN PIU'


Sono felice che le speranze di tante persone che la pensano come me, si siano realizzate: ora l'augurio è che Obama possa mantenere tutto ciò che ha promesso di fare!.... indubbiamente il suo volto, il suo sorriso e quello sguardo fanno pensare di sì.

C'è solo una cosa che mi preoccupa: una sorta di minaccia....
Il nostro (ahinoi ) presidente del consiglio ha dichiarato:
" ....quando lo incontrerò gli darò dei consigli! "

Non so.... bisognerà avvisare Obama di stare in guardia!?! o, per
l' ennesima dobbiamo nasconderci per la vergogna?

lunedì 3 novembre 2008

Cocchino e mimosina: CUPSCAKES

Dunque: sabato ho voluto provare a fare dei dolcetti che chiamerò "cupscakes ".
Dal momento che i cupscakes altro non sono che delle torte molto mignon, ho usato la ricetta base che uso per preparare il dolce al cocco e la torta "Mimosa".

Ingredienti per preparare 14 cupscakes:
200 g. zucchero; 3 uova intere; 100 g. farina "00"; 150 g. fecola;
100 g.burro; buccia grattugiata di arancia;1 dl.latte;1 bustina di vanillina; 1 bustin
a di lievito.
Si lavorano bene le uova con lo zucchero, si unisce il bur
ro ammorbidito a bagnomaria e via, via gli altri ingredienti: a questo punto ho suddiviso l'impasto in due terrine :
nella prima ho aggiunto 1/2 bicchierino di amaretto, 30 g. di gocciole di cioccolato e 50 g. di po
lvere di cocco.
Nella seconda ho aggiunto 1/2 bicchierino di Strega.
Ho imburrato e infarinato gli stampini dove ho distribuito i due impasti: 7 e 7.
Nel forno già caldo a 180° sono rimasti per 25 minuti.

" Cupcake Cocchino"
Una volta sformati e freddati, ho ricoperto i 7 dolcetti con una glassa di cioccolato fondente ( 60 g. +1 noce di burro +1cucchiaio di zucchero, sciolti a bagnomaria) e li ho spolverizzati con la polvere di cocco: al centro ho messo una nocciolina tostata e glassata nel cioccolato.
Si potrebbero servire per una merenda con una bella tazza di cioccolata calda....:o)

"Cupcake Mimosina"
Ho preparato una crema pasticcera(aromatizzata con buccia di arancia) da freddare e da unire a panna montata per fare una crema che alcuni chiamano "crema chantilly", altri "crema diplomatica" : ho preso i dolcetti ben freddati e, delicatamente li ho svuotati, lasciando tutt'intorno un bordo di circa 1cm. ; li ho spruzzati di Strega e ci ho messo la crema, dei pezzetti sottili della pasta di"svuotatura" messa da parte e ancora crema spalmandola bene formando la cupolina su cui ho sbriciolato la parte gialla della pasta rimasta.
Spolvero finale di zucchero vanigliato.
Quest
i li servirei con del liquore o vino da dessert...

Purtroppo ho dimenticato di comprare i pirottini, dice che i cupscakes, vanno presentati nei pirottini.... ma spero non sarò per questo punita.

Con questa ricetta partecipo alla

RACCOLTA GOLOSA"I LOVE Cupscakes" di Ely

Se qualcuno è interessato basta andare a vedere da lei cliccando sulla scritta sopra citata.
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